Arte e cultura

Michelangelo, la Pietà di terracotta ora accessibile a tutti

Ritrovato circa vent’anni fa e passato attraverso tre anni di restauro, lo studio in terracotta lucida di Michelangelo può ora dirsi accessibile al mondo intero. Si tratta di una scultura in creta e polvere di marmo di Carrara, che il maestro utilizzò come modello per poi passare alla realizzazione di una delle sue opere più famose: la celeberrima Pietà, oggi conservata in Vaticano.

Tutto ciò che concerne la messa a punto di questo lavoro è racchiuso in un libro dal titolo “ Michelangelo e la Pietà in terracotta. Studi e documenti / Interventi / Diagnostica“, curato da Claudio Crescentini per Erreciemme edizioni, che spiega: “La Pietà in terracotta è un’opera chiaramente manierista e il Manierismo prende le mosse proprio da Michelangelo; diversi elementi legano questa scultura alla Pietà Vaticana, ad esempio la veste della madonna che diventa il tessuto in cui viene avvolto il corpo di Cristo, oppure la cosiddetta ‘serpentina manierista‘ nella definizione delle figure”. 

Ma i tratti riconoscibili dell’autore del capolavoro non si fermano qui; Roy Doliner, il primo studioso a identificare la mano di Michelangelo, dichiara: “ Le mani sinistre di Maria, Gesù e dell’angelo si incrociano: è una firma di Michelangelo, che era mancino. Abbiamo trovato una montagna di documenti sulla storia di questa statua, e possiamo affermare che sia decisamente la terracotta più documentata del Rinascimento. Sono commosso all’idea di aver contribuito ad aggiungere un altro gioiello al patrimonio artistico italiano”.

Secondo Doliner, sono infatti molti i documenti che hanno fatto assolutamente propendere per l’attribuzione a Michelangelo, tra cui molti inventari, archivi, quadri e disegni noti agli esperti del campo. Questo materiale ha consentito di poter tracciare il percorso dell’opera di proprietario in proprietario, come ad esempio un discepolo del maestro, ovvero, Antonio Basoja detto “Il Francese”, o la famiglia Casali di Bologna.

Non ci resta dunque che approfondire la storia di quest’opera tra le pagine indicate, in attesa di poterla ammirare finalmente dal vivo in tutto il suo antico splendore.

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