Animali

Pet therapy: un successo anche in ospedale

Gli interventi assistiti con animali sono regolamentati nel nostro Paese dal 2015 secondo linee guida ben definite, e possono essere sfruttati in vari impieghi: di valenza ludico-ricreativa, in cui si cerca di migliorare la qualità della riabilitazione dei pazienti, di tipologia terapeutica, in cui si supportano i soggetti in altre cure, o di carattere educativo, se orientati a favore di pazienti con disturbi del comportamento o disabilità. Gli animali principalmente presenti sono i cani, ma vi sono therapy farm dove si lavora anche con gatti, asini, cavalli e altri animali da fattoria.

Ci si può chiedere se possano insorgere rischi di infezione, ma non c’è da preoccuparsi molto: gli animali educati per questo tipo di cure vengono molto controllati sotto il profilo medico-sanitario e sono ovviamente vaccinati e testati caratterialmente per essere prevedibili, docili e affidabili. Lo garantisce Francesca Mugnai, responsabile di questo tipo di interventi all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze e presidente dell’associazione Antropozoa Onlus. Certamente, se ci si trova a contatto con soggetti allergici al pelo o piuttosto ipocondriaci, fobici o in presenza di qualsiasi controindicazione medica, è meglio non ricorrere a questa terapia, anche se i casi riscontrati sono solitamente una piccola percentuale. 

E’ stato infatti riscontrato che in terapia intensiva e in rianimazione un cane in reparto funzioni come “un’enorme risorsa” per il personale sanitario. Ad esempio quando si trova in sintonia con un bambino “che non vuole reagire o collaborare”, magari strappandogli un sorriso e facendogli quindi dimenticare la situazione in cui è immerso. La stessa cosa può accadere in neonatologia., dove il senso di cura e l’affetto che portano questi animali incrementa il rapporto mamma-neonato e usa prevenire disturbi psicologici ed emotivi, che possono insorgere spesso tra i bimbi prematuri. Nei centri prelievi e in odontoiatria fanno dimenticare il timore della siringa e del trapano, mentre in casi di riabilitazione neurologica, supportano i piccoli verso i loro traguardi. Addirittura nei reparti oncologi e negli hospice si è osservato un sensibile supporto per le terapie del dolore affrontate e in chirurgia “gli interventi assistiti con gli animali riducono il dolore percepito” dal paziente, stabilizzandone i parametri fisiologici. 

Si è riscontrato dunque che, in particolare nei bimbi, questi trattamenti aiutano la socializzazione, la resilienza e la percezione di sé e alleviano ansia, isolamento e stati depressivi presenti, oltre a supportare lo svolgimento delle procedure mediche da parte del personale sanitario.

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