Sport

Vigoressia, illusione pericolosa

Si vedono spesso uomini non più giovanissimi che si allenano freneticamente in palestra o presi a svolgere attività come jogging o pedalate in mountain bike; dopotutto, lo sport è tradizionalmente considerato sano e buono per mente e salute generale del corpo.

Se ciò viene considerato vero, non lo è più se ci troviamo di fronte a casi di vigoressia, un’iperattività patologica tendenzialmente maschile che starebbe alla pari del “ritocchino” per le signore loro coetanee, in una corsa verso l’elisir di lunga vita. Secondi i dati Istati, questo processo di trasformazione riguarda in particolar modo uomini tra 35 e 54 anni – ben il 40% del totale – contro il 26% delle donne. 

Elena Campagnini, psicologa dello sport, definisce così il fenomeno: “la condizione si verifica normalmente in soggetti che fino a una certa età erano tutt’altro che sportivi, trasformandosi di colpo in maniaci dell’attività fisica. Si può leggere come una reazione alla scoperta dei limiti del proprio corpo, limiti che, ovviamente, a trent’anni ancora non si fanno sentire e vengono a galla più in là con l’età”.

E’ certo che si parli di persone con inclinazioni di allenamento che rasentano la nevrosi; Alberto Cei, psicologo dello sport, commenta: “l’atteggiamento è diffuso soprattutto nei maschi e in coloro che per lavoro devono dimostrare di essere sempre reattivi, tenaci, energici: nello sport si riproducono infatti dinamiche simili a quelle che si affrontano quotidianamente nella professione”. Campanini concorda: “C’è una componente narcisista per cui conta il risultato e non importa se per ottenerlo bisognerà sforzarsi oltre quello che sarebbe consigliato per il proprio corpo”.

Cei rincara: “come tutte le attività, anche lo sport può diventare ossessione e dare dipendenza”; per cui l’atleta “novello” in difficoltà dovrebbe essere seguito da una persona esperta in campo psicologico, poiché, come sottolinea Campanini, “in realtà non solo non c’è nulla di cui vergognarsi, ma è invece rincuorante: se è infatti vero che loro vengono per aumentare le proprie prestazioni, quello che noi cerchiamo di fare è prima di tutto insegnare a rispettare il proprio fisico“.

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