Cibo e salute

Pecan, la noce che fa bene

Coltivate fin dal 1846, soprattutto in Sudamerica – ma anche in Puglia e Sicilia -, le noci pecan sono prodotte dall’albero del pecan, o Carya Illinoensis. Oggigiorno ne esistono più di 500 varietà dove la distinzione principale è resa tra le specie che si trovano meglio in contesti di siccità, e quelle che resistono meglio ai climi caldo-umidi. Le origini di questa pianta sono da ritrovarsi tra Stati Uniti e Messico e queste noci sono effettivamente molto popolari nella cultura statunitense per i dolci nei quali vengono utilizzate, ma non sono soltanto un frutto “da ricetta”.

Sebbene siano un frutto molto calorico – il loro apporto di grassi raggiunge l’87% della composizione – possiedono al loro interno acidi grassi monoinsaturi, che combattono la comparsa di ictus e patologie circolatorie e acido oleico dallo spiccato effetto antitumorale e protettivo verso coronarie e neuroni, oltre ad essere molto valide per tenere lontane le infiammazioni, in particolar modo quelle della prostata. Apportano, inoltre, un buon quantitativo di manganese, fosforo, potassio, calcio, magnesio, rame, ferro, zinco, tiamina, selenio e vitamine A, B, C ed E.

Le noci pecan possono essere mangiate da sole o addizionate a tantissime preparazioni: pesti, risotti, sformati, torte salate e piatti di pasta fresca, oltre all’impiego nella pasticceria dove le ritroviamo in brownies e torte, specialmente nella famosissima pecan pie. In vari Paesi sono inoltre utilizzate in cosmetica, grazie alla profonda idratazione che possono conferire alla cute. L’unico neo di questo buonissimo frutto è il costo, che si aggira intorno ai 15 euro al kg; il motivo di questo prezzo è da ricercarsi anche in una profonda scelta etica che caratterizza i produttori di questo settore, attenti a una politica di assenza di sfruttamento dei propri lavoratori – ottimo motivo per acquistarne, se si è attenti a questo tema solidale.

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