Animali

Tale “padre”, tale… micio

La rivista statunitense “Plos One” ha recentemente pubblicato uno studio della Nottingham Trent University, secondo il quale sembrerebbe che i gatti non siano così indipendenti come è sempre sembrato, almeno riguardo alla loro indole. 

I ricercatori affermano, in proposito: “La personalità umana può influenzare in modo sostanziale la natura delle cure fornite alle persone a carico. Il collegamento è stato ben studiato in genitori e figli, mentre si sa relativamente poco di questa dinamica applicata ai rapporti uomo-animale. Molte persone considerano i propri animali domestici come membri della famiglia a tutti gli effetti, stringendo con loro legami molto profondi. E’ quindi assai probabile che gli animali possano essere influenzati dal modo in cui li gestiamo e interagiamo con loro, e che a loro volta entrambi questi fattori siano condizionati dalle nostre differenze di personalità”.

I risultati sono stati ottenuti seguendo un campione di 3.331 proprietari che si sono sottoposti a un test online che prevedeva domande rivolte a loro stessi sulla base di cinque aspetti comportamentali – apertura, estroversione, piacevolezza, nevrosi e coscienziosità – e ai loro piccoli amici pelosi e i loro stili di vita. Sono emerse così notevoli somiglianze tra mici e padroni: quelli lasciati liberi di girovagare erano più estroversi, quelli in forma erano i compagni di padroni che si curavano altrettanto, quelli più giocherelloni e socievoli erano quelli con padroni con minime ansie, aggressività e paure.

Danielle Gunn-Moore, esperta di medicina felina dell’università scozzese di Edimburgo, che non ha partecipato alla ricerca, commenta: “I gatti sono dei ‘mini-noi’; sono creature senzienti fortemente condizionate dalle persone che li circondano e sono intimamente legati ai loro proprietari con i quali si influenzano vicendevolmente”. Con il beneplacito di chi, in fondo, ha sempre amato questi piccoli dispensatori di coccole e fusa.

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