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Castellaneta, mito senza tempo

Questa perla pugliese che sorge a pochi chilometri dal mar Ionio e da Taranto, è stata abitata a partire dal X secolo a.C. e ricercata poiché i contadini della zona, attaccati dai pirati – secondo le leggende – trovavano nascondigli nelle sue cavità naturali. Altre voci fanno invece risalire i suoi primi abitanti a dei pellegrini provenienti da Nuoro che cercavano in Puglia un territorio per stanziarsi. Città regia nel 1200, Castellaneta fu poi conquistata dai fiamminghi e quindi da una serie di feudatari, per unirsi al Regno d’Italia nel 1800 quando Garibaldi fece visita ai suoi abitanti.

A chi si avvicina a questo territorio, la cittadina ha molto da offrire: il suo passato viene infatti mostrato dai tipici vicoli stretti e dalle architetture medievali del “paese vecchio”, mentre nel centro storico troviamo il Palazzo Baronale, il Palazzo Vescovile del Settecento e la chiesa di San Nicola, cattedrale del luogo, dalla facciata barocca e il soffitto intagliato in legno. Altri monumenti di rilievo sono la chiesa di San Michele, la chiesa di San Domenico, il Palazzo Sarapo, il Palazzo Catalano e l’ex convento delle Clarisse del XVII secolo, che custodisce il Museo Rodolfo Valentino, dedicato all’attore che ha regalato a Castellaneta il nome di “Città del Mito”.

Tra queste strade bianche anche la natura dice la sua, tra case a strapiombo, antichi palazzi di tufo, la semplicità del colle di Montecamplo e la vista panoramica da Punta del Carpillo. Sorprendenti i cunicoli e le grotte ipogee della Castellaneta Sotterranea, la Riserva Stornara e le spiagge da Bandiera Blu di Castellaneta Marina. Degne di citazione le spettacolari gravine del circondario, da quella del Porto e di Coriglione, fino alle Gravine di Santo Stefano e di Montecamplo. Le gioie del palato si riscontrano invece nella pasta locale fatta in casa, nei fiori di zucca, nella “far’nedd” – da non confondere con la farinata ligure – e nelle rinomatissime cozze alla tarantina.

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