Cucinare sano

Carboidrati, facciamoci i complessi

Tra le tante leggende metropolitane sul cibo, vi è quella che i carboidrati siano quella parte nutritiva da evitare a tutti i costi, se si vuole restare nel proprio peso forma o se si necessita di dimagrire. Eppure spesso non si tiene in considerazione che le famigerate diete iperproteiche possono rappresentare una soluzione, in alcuni casi, ma soltanto se valutate assieme a un esperto (dietologo, dietista o biologo nutrizionista). Diversamente, la regola sempreverde resta quella di porre cereali e verdure ricchi di amidi alla base dell’alimentazione quotidiana.

L’amido è molto importante poiché la sua assunzione aumenta il glicogeno muscolare, che è un combustibile fondamentale per poter fare del movimento nel modo opportuno. Se il nostro corpo ne resta in riserva, si trova costretto a intaccare la massa magra, cioè i muscoli, con il risultato di compiere un disastroso autogol verso noi stessi. Per ovviare al problema, si devono introdurre nella dieta carboidrati complessi presenti nei cereali integrali e nei tuberi in generale – patate incluse.

Nella rosa degli alimenti validi troviamo dunque pasta, riso e tutto il vasto mondo dei cereali e degli pseudo-cereali: farro, orzo, miglio, grano saraceno, quinoa, sorgo, avena, tapioca, mais. Tra le patate non vanno dimenticate anche quelle dolci, dette anche patate americane o batate; in autunno troviamo anche le castagne, da poter mangiare sia come caldarroste che per reinventare contorni o zuppe. Ne sono un valido esempio i cavoletti di Bruxelles saltati in padella con castagne già cotte e pelate, o le minestre addensate con un po’ di farina loro derivata. Le zuppe invernali di legumi, piene di fibre e proteine vegetali, sono un’altra alternativa da considerare per l’assimilazione dei carboidrati complessi. Attenzione invece ai biscotti: è meglio non esagerare, ma concederseli di tanto in tanto, come una… coccola.

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