Cucinare sano

Mangiar sano a poco prezzo

Molto spesso, in base a conteggi salva-spesa ricavati per fronteggiare la crisi economica, ci si trova al supermercato ad acquistare soluzioni meno costose, o perlomeno, in apparenza.

Può capitare di imbattersi in prodotti che, lavorati, hanno un prezzo effettivo minore rispetto ai singoli ingredienti; se ci pensiamo bene, questo può far dubitare non poco sulle loro reali qualità. Troviamo poi piatti già pronti come pizzette, salatini, patatine fritte imbustate, insalate già lavate, piuttosto che vari prodotti di gastronomia, come lasagne, cotolette, cereali pronti da cucinare o riscaldare. Se guardiamo ai prezzi al kg, possiamo riscontrare una forbice che va dai 6 euro per i preparati meno cari, fino a sfiorare persino i 40.

Tutto ciò senza nemmeno prendere in considerazione i valori nutrizionali, come sale, zuccheri, grassi saturi, fibre, vitamine, minerali, conservanti, coloranti, e, non ultimo, il potere saziante di ciò che mettiamo in tavola.

Con prodotti più semplici e meno costosi possiamo cucinare portate più sane spendendo anche meno e senza imbatterci in qualcosa di poco salutare. E’ meglio non abusare della carne, spesso proveniente da allevamenti intensivi con conseguente dispendio di risorse, e preferire una rotazione degli apporti proteici da uova o legumi – che, se abbinati con cereali, diventano una fonte preziosa di esse, con in più l’apporto delle fibre: mezzo kg di legumi può costare attorno ai 2 euro e saziare una tavola di 6-8 persone.

Anche le verdure possono essere economiche, soprattutto se ci si orienta verso verze, cavoli indivia, lattuga – sfusa -, e, in alcuni casi, zucchine; sconsigliato, invece, l’uso di verdure non di stagione, poiché la coltivazione in serra causa uno spreco maggiore di acqua, plastica e prodotti chimici.

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