Diete e cosmesi

Capelli: cosa ci mettiamo in testa?

Per orientarsi tra gli scaffali dei supermercati e dei negozi che frequentiamo, bisogna tenere a mente che l’operazione fondamentale da svolgere è controllare l’INCI, ovvero la lista degli ingredienti riportata sul retro di ogni prodotto. E’ importante che tra i primi posti, ossia quelli che indicano gli ingredienti presenti in maggiore quantità, non vi siano preparati pericolosi o sconsigliabili per l’ambiente e per l’uomo, poiché sebbene ammessi per legge, molti di essi sono davvero dannosi.

Prima di tutto, il vostro shampoo non dovrebbe contenere ammonium lauryl sulfate, sodium lauryl sulfate o sodium laureth sulfate, che sono i tensioattivi più nocivi, aggressivi e purtroppo diffusi. Sono migliori gli shampoo che utilizzano una forma di detergente più lieve come il sodium lauryl sulfoaccetate e il sodium lauryl solfosuccinate. Questi shampoo, rispetto ai primi elencati, sono meno schiumosi, ma vi permettono di lavare comunque efficacemente i capelli e il cuoio capelluto senza stressarli.

Il vostro balsamo, invece, non dovrebbe avere il dimethicone. Più consigliabile l’acido 18-methyleicosanoic (18-MEA), uno dei lipidi già contenuti nei nostri capelli. Quando crescono, l’acido funge da isolante naturale che bilancia l’umidità del fusto del capello, aumentando la sua l’integrità e donando una lucentezza naturale.

Altri ingredienti che non dovrebbero comparire nei vostri prodotti sono conservanti come dmdm hydantoin, imidazolidinyl, diazolidinyl urea. A contatto con l’acqua rilasciano formaldeide, una sostanza irritante e potenzialmente cancerogena. Può causare la perdita di capelli ed è tossica per l’ambiente. Altri tipi di conservanti sono i parabeni, come il metilparaben e il propilparaben: irritanti, possono influenzare la caduta dei capelli e l’equilibrio ormonale.
I coloranti, indicati con sigle come FD&C o D&C seguite da un colore e da un numero, possono sensibilizzare e irritare la cute, mentre gli addensanti come il sodium chloride, il polyethelyne glycol, il diethanolamine (DEA) e il triethanolamine (TEA) possono seccarla e causare prurito, oltre ad annullare i benefici dei trattamenti alla cheratina.

Il propylene glycol è un antigelo usato per prevenire deformazioni al prodotto durante le fasi di stoccaggio, ma in grandi concentrazioni può causare allergie e alterare la struttura della pelle, così come grandi concentrazioni di profumi, indicati come synthetic fragrance o parfum.

Attenzione anche a quantità esagerate di alcol e di additivi come lanolin, petroleum e mineral oil: comunemente usati in prodotti per capelli ricci, non idratano ma appesantiscono il capello impedendogli di venire nutrito dai suoi stessi oli naturali.

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