Cibo e salute

Un finocchio ti salva la vita

Bisognerebbe assimilare cibi a basso indice glicemico per contrastare l’insorgere dei tumori collegati all’ingestione dei troppi zuccheri. E’ quanto riscontrato da una ricerca condotta da Sabina Sieri, ricercatrice in epidemiologia nutrizionale dell’Istituto Tumori di Milano. 

“I cibi ad alto indice glicemico provocano un rapido assorbimento degli zuccheri e picchi di glicemia che incrementano i fattori di crescita correlati all’insulina, come IGF-1, noto per accrescere il pericolo di vari tumori” illustra Sieri. “Inoltre innalzano i livelli di insulina stessa, che può alterare l’equilibrio degli ormoni sessuali favorendo i tumori correlati”. Una dieta sana con cereali integrali, frutta e verdura è dunque sempre valida per proteggersi. “I cibi a basso indice glicemico hanno amidi resistenti e sono ricchi di fibre che la flora batterica intestinale trasforma in sostanze protettive“.

Ottimo dunque integrare i nostri pasti con speziecrostacei, ortaggi, avocado, tofu, zenzero, soia, spinaci, scalogno, sedano, ravanello, frutti di bosco, rabarbaro, porri, olive, frutta secca, insalate, indivia, germogli, funghi prataioli, finocchi, farina di carrube, crusca, cipolla, succo di limone al naturale, salsa tamari al naturale, cioccolato fondente superiore all’85%, cacao amaro, uva spina, kiwi, semi di zucca, piselli secchi, orzo perlato, lenticchie verdi, hummus, fragole, fagioli, ciliegie, pompelmi, pere e marmellata senza zucchero. Introdurre troppo pane e pasta non integrali nella nostra dieta, oltre a dolci e biscotti, aumenta di circa il 50% la probabilità di ammalarsi di tumore al colon o alla vescica, oltre ad innalzare il rischio di tumori legati al diabete come il cancro alla mammella, all’endometrio, al fegato, al pancreas e alla prostata. Ma c’è una soluzione: consumare più alimenti a basso indice glicemico, con alti quantitativi d’acqua, presenza di lipidi, fibre viscose in dosi sostenute e proteine poco denaturate, nonché con carboidrati di tipo complesso o monosaccaridi che necessitano la trasformazione epatica in fruttosio e galattosio.

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