Sport

E-bike, non demonizziamole

Biciclette normali o e-bike? Il mondo dei ciclisti è sempre diviso tra queste due possibilità, ma l’alternativa elettronica fa senza dubbio gola a tutte le persone che devono puntare a un compromesso per una mobilità ridotta, che sia personale – pensiamo, ad esempio, agli anziani – o territoriale – se si vive in ambienti con forti dislivelli. Negli ultimi anni, queste esigenze hanno portato il mercato delle e-bike a registrare dati di consumo in forte crescita: secondo Ancma Confindustria i valori sono cresciuti del 19%, per 148.000 unità vendute.

In più, un gruppo dell’Università di Basilea, in Svizzera, ha condotto uno studio, secondo il quale una e-bike consentirebbe al corpo di mantenere una buona forma fisica e di godere di ottima salute tanto quanto un utilizzo di una bici tradizionale. Secondo il Dipartimento di Sport, Esercizio e Salute, che si è occupato personalmente del progetto, la bici elettronica farebbe bene anche al cuore: per scoprirlo ha coinvolto un campione di volontari che non fossero abituati a fare sport e avessero trascurato la propria forma fisica per un periodo variabile di tempo, sottoponendoli ad allenamenti con entrambi i tipi di bicicletta. Ne è emerso che, secondo le capacità di assorbimento di ossigeno o VO2 prese a riferimento come valore, i benefici ottenuti fossero esattamente gli stessi da entrambi i gruppi. In più, i partecipanti del gruppo a pedalata assistita miglioravano più velocemente di giorno in giorno e facevano registrare prestazioni a velocità medie più elevate.

Arno Schmidt-Trucksaess, professore di medicina sportiva presso l’Università di Basilea, afferma che la bici elettronica fornirebbe un pretesto accattivante nei confronti dei soggetti portati a tralasciare l’attività fisica, a vantaggio del metabolismo dei grassi, della regolarità della pressione sanguigna e di un benessere mentale incrementato, poiché gli effetti positivi di questo strumento sarebbero permanenti nel tempo.

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