Arte e cultura

Il design europeo? Parla italiano

Il rapporto “Design economy” dell’Associazione Symbola ha fatto emergere come il design europeo sia ormai legato a doppio filo alle menti italiane: il report sottolinea infatti che un’azienda su sei nel vecchio continente, presente nel settore, impiega esperti provenienti dal nostro Paese. Ma i numeri a nostro favore non finiscono qui: abbiamo all’attivo un fatturato di 3,8 miliardi di euro, che ci porta al terzo posto tra i migliori al mondo. I lavoratori totali sono più di 50.000, presenti soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte, – regioni con oltre il 50% del valore economico e degli addetti del comparto, seguite da Veneto, Lazio e Toscana -, al servizio di oltre 30.000 aziende; ciò sta a significare che la netta maggioranza delle imprese è composta da una sola persona impiegata.

Il motivo di tanto successo è da ricercarsi nell’impronta che caratterizza da sempre lo stile italiano e che negli ultimi anni ha subito un forte incentivo per via delle dinamiche del nostro tempo: la firma del nostro design è infatti caratterizzata dal sapere della tradizione su una base di arte e cultura, arricchita da un crescente mix di green economy e sostenibilità.

Ermete Realacci, il presidente di Symbola, considera questi traguardi anche in un’ottica di sfruttamenti minori di energia e materia, a favore del riutilizzabile e del riciclabile per un’economia sempre più pulita e che cerca di fronteggiare il problema dei cambiamenti climatici in una fase storica cruciale. 

Alberto Bonisoli, ministro per le attività culturali, sta pensando di dedicare al settore una struttura celebrativa permanente, dichiarando a proposito del nostro design che “è un tratto culturale prevalente della realtà contemporanea, perché in essa e di essa progetta le forme della cultura materiale e immateriale, utilizzando e trasformando l’immaginario, il simbolico, le conoscenze, le fruizioni”.

Comments are closed.