Arte e cultura

San Petronio, cuore dei bolognesi

Situata accanto al Palazzo dei Notai, San Petronio è di diritto la chiesa più amata del capoluogo emiliano, nonostante occupi soltanto il ruolo di “basilica “minore” – la chiesa episcopale è infatti la cattedrale metropolitana di San Pietro, a poche centinaia di metri.

La chiesa della famosa piazza Maggiore fu edificata per il volere dei bolognesi proprio in onore di San Petronio, il loro patrono, che fu vescovo di Bologna fra il 431 e il 450; Bologna versava in condizioni disastrate per colpa delle invasioni barbariche e Petronio chiese e ottenne dall’imperatore romano Teodosio le possibilità di ricostruire la città dal complesso di Santo Stefano fino alla cinta muraria, oltre alla garanzia della perpetua autonomia civica, la concessione dello Studium – cioè l’Università – e la protezione imperiale contro ogni forma di tirannia straniera. 

Nel 1253 viene nominato principale patrono e nel 1390 viene posata la prima pietra per progetto originale di Antonio di Vincenzo, che prevedeva 183 metri di lunghezza e 137 di transetto. Per via di tante vicissitudini resta però incompleta per 600 anni, facendo da testimone all’incoronazione di Carlo V come imperatore del Sacro Romano Impero e di una parte dei lavori del concilio di Trento, conserva l’autonomia da Roma fino al 1929 e viene consacrata nel 1954, con 132 metri di lunghezza, 66 di larghezza e 47 di altezza.

Il portale centrale è opera di Jacopo della Quercia e presenta scene dell’Antico Testamento, mentre sull’architrave vi sono storie del Nuovo Testamento. Sul pavimento della chiesa è presente la meridiana più grande del mondo, realizzata nel 1657 da Domenico Cassini, con 67 metri di diametro. L’opera più controversa al suo interno è però un affresco che raffigura Maometto. Don Oreste Leonardi ne spiega così la presenza: “Il riferimento a Maometto è l’indicazione del fatto che egli avrebbe infranto l’unità della Chiesa – giacché nel Medioevo si pensava all’Islam come a uno scisma cristiano – e ora è la sua stessa persona che viene lacerata nella sua integrità. E’ la tragica rappresentazione di una umanità destinata a perdersi, se non recupera il senso vero della propria vita“.

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