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Reti sociali migliori, vita più appagante

Il Dipartimento di Marketing dell’Università Bocconi ha condotto una ricerca riguardante lo studio della felicità secondo i parametri sociali ed economici tramite un’intervista telefonica a cui hanno risposto 417 soggetti su territorio nazionale.

Rispetto all’utilizzo di  indicatori impiegati in passato da altri esperti, stavolta sono state formulate domande basandosi su fattori di felicità soggettiva degli individui normalmente considerati come secondari, come ad esempio aspettativa di vita, stato di salute, percezione di sicurezza, giustizia o buon funzionamento delle infrastrutture, in modo da concentrarsi su dimensioni intimamente personali che potessero racchiudere il senso del benessere spirituale e psicologico dei singoli.

Si è dunque riscontrato che i livelli di appagamento individuale sono fortemente condizionati da variabili come autorealizzazione – la sensazione di raggiungimento dei propri obiettivi, il supporto sociale – derivato da strutture tessute con la propria famiglia o i propri amici – e la qualità delle relazioni presenti in esso, oltre che la soddisfazione dei bisogni spirituali o religiosi. La stabilità finanziaria è risultata sempre un elemento importante, ma solo se correlata ai punti elencati in precedenza: per questa ragione si è notata una differenza davvero poco percettibile tra aree territoriali con livelli di ricchezza non omogenei.

Infine, una analisi cluster ha permesso di ipotizzare e delineare cinque gruppi di appartenenza che si caratterizzano per omogeneità di comportamenti e valori, da cui sono uscite considerazioni interessanti: ad esempio, le cerchie in cui si denota il più alto tasso di felicità sono quelle maggiormente radicate a livello religioso e di tradizioni, oltre che alla qualità del territorio e alla tutela dell’ambiente di riferimento, mentre per ciò che riguarda gruppi focalizzati su aspetti più immanenti, questi ultimi hanno fatto registrare livelli di felicità minori.

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